COME SBAGLIARE INTEGRAZIONE POST-ALLENAMENTO... ED INGRASSARE FELICI! (2a parte)
Sbagliare l'integrazione post-allenamento (1a parte)
COME SBAGLIARE INTEGRAZIONE POST-ALLENAMENTO... ED INGRASSARE FELICI! (1a parte)
La stoltezza (e stortezza) umana porta consiglio, e costituisce sempre un ottimo spunto di riflessione.
Apprendiamo dagli errori altrui, per evitare poi di commetterli...
(mi scuso per la faccia di culto nella preview del video)
Apprendiamo dagli errori altrui, per evitare poi di commetterli...
(mi scuso per la faccia di culto nella preview del video)
Ingrassare in soli 3 giorni?
In questi giorni di abbuffate pantagrueliche, un post come questo può
sembrare provocatorio o, molto più semplicemente, una burla. Attenzione,
però, perchè quasi mai è tutto oro ciò che luccica!
Uno studio della Fukuoka University, in Giappone, dimostra come un brevissimo periodo di "overfeeding" (ipernutrizione) di 3 giorni, con 1.500 kcal addizionali al giorno, non faccia assolutamente ingrassare.
Prima però di scagliarvi con famelica voracità su panettoni e "pastizza", lasciando in un cantuccio i sensi di colpa, sarebbe bene leggere l'intero studio, che è stato condotto su un campione di individui SANI, NON OBESI, e con una spiccata sensibilità insulinica. Va da sè che l'estendibilità dei dati non possa avvenire anche su quelle persone che manifestino problematiche metaboliche.
Buona lettura... e ancora buone feste!
Uno studio della Fukuoka University, in Giappone, dimostra come un brevissimo periodo di "overfeeding" (ipernutrizione) di 3 giorni, con 1.500 kcal addizionali al giorno, non faccia assolutamente ingrassare.
Prima però di scagliarvi con famelica voracità su panettoni e "pastizza", lasciando in un cantuccio i sensi di colpa, sarebbe bene leggere l'intero studio, che è stato condotto su un campione di individui SANI, NON OBESI, e con una spiccata sensibilità insulinica. Va da sè che l'estendibilità dei dati non possa avvenire anche su quelle persone che manifestino problematiche metaboliche.
Buona lettura... e ancora buone feste!
Sviste... epilettiche
Chi posta su Facebook, indipendentemente dal fatto che possa essere uno
sprovveduto o un premio Nobel, credo debba sempre prendersi la
responsabilità di ciò che scrive. Questo è ancor più vero nel caso di un
medico, che dovrebbe sentire questo dovere etico non solo verso i
propri pazienti, ma più in generale verso chiunque lo segua.
Ieri mi è saltato all'occhio questo post (a sinistra): al di là dell'immagine di un cervello pervaso da scariche elettriche, nello stile del wescraveniano “Sotto shock”, quel “solo dai carboidrati” non mi va proprio giù, non lo digerisco. A destra vedete, invece, una slide, tratta da alcuni “Bignami” on line della cattedra di biochimica dell'Università Federico II di Napoli.
Sul fatto che il cervello possa usare, in contesti molto poveri di carboidrati (chetogeniche e/o metaboliche, ad esempio), i corpi chetonici come “benzina alternativa”, questo mi pare piuttosto pacifico.
Ovviamente mi rifiuto di credere, nella maniera più categorica, che chi ha scritto il post sia all'oscuro di ciò. A questo punto, perchè scrivere “solo”, e non “il più delle volte”, oppure “in condizioni normali”, o qualsiasi altra cosa non suonasse così perentoria? Con “solo” si escludono le eccezioni, non si contestualizza!
Capisco la necessità di sintesi, l'andare al sodo con post brevi e concisi per attirare l'attenzione di chi legge, ma qui francamente si esagera (anche perchè non so quante sono le persone che, leggendo il post, abbiano tratto le mie stesse conclusioni)!
Un atteggiamento che, in definitiva, mostra parecchia noncuranza verso un ipotetico pubblico che si cerca di far interessare ad argomenti tecnici.
Pollice verso!
Ieri mi è saltato all'occhio questo post (a sinistra): al di là dell'immagine di un cervello pervaso da scariche elettriche, nello stile del wescraveniano “Sotto shock”, quel “solo dai carboidrati” non mi va proprio giù, non lo digerisco. A destra vedete, invece, una slide, tratta da alcuni “Bignami” on line della cattedra di biochimica dell'Università Federico II di Napoli.
Sul fatto che il cervello possa usare, in contesti molto poveri di carboidrati (chetogeniche e/o metaboliche, ad esempio), i corpi chetonici come “benzina alternativa”, questo mi pare piuttosto pacifico.
Ovviamente mi rifiuto di credere, nella maniera più categorica, che chi ha scritto il post sia all'oscuro di ciò. A questo punto, perchè scrivere “solo”, e non “il più delle volte”, oppure “in condizioni normali”, o qualsiasi altra cosa non suonasse così perentoria? Con “solo” si escludono le eccezioni, non si contestualizza!
Capisco la necessità di sintesi, l'andare al sodo con post brevi e concisi per attirare l'attenzione di chi legge, ma qui francamente si esagera (anche perchè non so quante sono le persone che, leggendo il post, abbiano tratto le mie stesse conclusioni)!
Un atteggiamento che, in definitiva, mostra parecchia noncuranza verso un ipotetico pubblico che si cerca di far interessare ad argomenti tecnici.
Pollice verso!