Sviste... epilettiche

Chi posta su Facebook, indipendentemente dal fatto che possa essere uno sprovveduto o un premio Nobel, credo debba sempre prendersi la responsabilità di ciò che scrive. Questo è ancor più vero nel caso di un medico, che dovrebbe sentire questo dovere etico non solo verso i propri pazienti, ma più in generale verso chiunque lo segua.
Ieri mi è saltato all'occhio questo post (a sinistra): al di là dell'immagine di un cervello pervaso da scariche elettriche, nello stile del wescraveniano “Sotto shock”, quel “solo dai carboidrati” non mi va proprio giù, non lo digerisco. A destra vedete, invece, una slide, tratta da alcuni “Bignami” on line della cattedra di biochimica dell'Università Federico II di Napoli.
Sul fatto che il cervello possa usare, in contesti molto poveri di carboidrati (chetogeniche e/o metaboliche, ad esempio), i corpi chetonici come “benzina alternativa”, questo mi pare piuttosto pacifico.
Ovviamente mi rifiuto di credere, nella maniera più categorica, che chi ha scritto il post sia all'oscuro di ciò. A questo punto, perchè scrivere “solo”, e non “il più delle volte”, oppure “in condizioni normali”, o qualsiasi altra cosa non suonasse così perentoria? Con “solo” si escludono le eccezioni, non si contestualizza!
Capisco la necessità di sintesi, l'andare al sodo con post brevi e concisi per attirare l'attenzione di chi legge, ma qui francamente si esagera (anche perchè non so quante sono le persone che, leggendo il post, abbiano tratto le mie stesse conclusioni)!
Un atteggiamento che, in definitiva, mostra parecchia noncuranza verso un ipotetico pubblico che si cerca di far interessare ad argomenti tecnici.
Pollice verso!

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