La mia integrazione

Ciò che vedete in foto costituisce, per buona parte dell'anno, lo "zoccolo duro" della mia integrazione. E voi, a chi vi affidate per scegliere la vostra supplementazione? Seguite i consigli del vostro istruttore preferito in palestra? Cercate delle dritte su internet? Fate "copia e incolla" dal compagno di panca?
Non dovremmo mai dimenticare che l'integrazione è legata, a doppio filo, sia al nostro approccio alimentare che a quello allenante, e questi due, a loro volta, debbono camminare su binari paralleli, rispecchiando l'uno l'esigenze dettate dall'altro.
Sapevate, ad esempio, che la glutammina aiuta ad arginare la voglia smodata di carbo, che compare spesso quando si sta a dieta stretta? O che gli essenziali sono gli unici "dispensatori" di materiale azotato non acidificanti (al contrario delle proteine)? O, ancora, che gli omega 3 migliorano la sensibilità all'insulina? Affidatevi sempre a dei professionisti: salute e risultati possono (e debbono) camminare mano nella mano!

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Ingrassare in soli 3 giorni?

In questi giorni di abbuffate pantagrueliche, un post come questo può sembrare provocatorio o, molto più semplicemente, una burla. Attenzione, però, perchè quasi mai è tutto oro ciò che luccica!
Uno studio della Fukuoka University, in Giappone, dimostra come un brevissimo periodo di "overfeeding" (ipernutrizione) di 3 giorni, con 1.500 kcal addizionali al giorno, non faccia assolutamente ingrassare.
Prima però di scagliarvi con famelica voracità su panettoni e "pastizza", lasciando in un cantuccio i sensi di colpa, sarebbe bene leggere l'intero studio, che è stato condotto su un campione di individui SANI, NON OBESI, e con una spiccata sensibilità insulinica. Va da sè che l'estendibilità dei dati non possa avvenire anche su quelle persone che manifestino problematiche metaboliche.
Buona lettura... e ancora buone feste!

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Sviste... epilettiche

Chi posta su Facebook, indipendentemente dal fatto che possa essere uno sprovveduto o un premio Nobel, credo debba sempre prendersi la responsabilità di ciò che scrive. Questo è ancor più vero nel caso di un medico, che dovrebbe sentire questo dovere etico non solo verso i propri pazienti, ma più in generale verso chiunque lo segua.
Ieri mi è saltato all'occhio questo post (a sinistra): al di là dell'immagine di un cervello pervaso da scariche elettriche, nello stile del wescraveniano “Sotto shock”, quel “solo dai carboidrati” non mi va proprio giù, non lo digerisco. A destra vedete, invece, una slide, tratta da alcuni “Bignami” on line della cattedra di biochimica dell'Università Federico II di Napoli.
Sul fatto che il cervello possa usare, in contesti molto poveri di carboidrati (chetogeniche e/o metaboliche, ad esempio), i corpi chetonici come “benzina alternativa”, questo mi pare piuttosto pacifico.
Ovviamente mi rifiuto di credere, nella maniera più categorica, che chi ha scritto il post sia all'oscuro di ciò. A questo punto, perchè scrivere “solo”, e non “il più delle volte”, oppure “in condizioni normali”, o qualsiasi altra cosa non suonasse così perentoria? Con “solo” si escludono le eccezioni, non si contestualizza!
Capisco la necessità di sintesi, l'andare al sodo con post brevi e concisi per attirare l'attenzione di chi legge, ma qui francamente si esagera (anche perchè non so quante sono le persone che, leggendo il post, abbiano tratto le mie stesse conclusioni)!
Un atteggiamento che, in definitiva, mostra parecchia noncuranza verso un ipotetico pubblico che si cerca di far interessare ad argomenti tecnici.
Pollice verso!

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C'è burro e burro

Oggi parlo di un alimento ormai comune nelle nostre dispense, forse quanto di meglio siamo riusciti ad "assorbire" dalla cultura alimentare americana. Ma il discorso non cambia se lo estendiamo al campo dei supplementi, ed è assolutamente valido anche per un aminoacido od una proteina.
Tutte le volte che diciamo "...tanto è sempre burro d'arachidi", dovremmo dare un'occhiata all'etichetta, imparare a leggerla e poi recitare un contrito "mea culpa". Quello che troviamo in giro è spesso un pessimo surrogato di burro d'arachidi, pieno di sodio, zuccheri ed olio di palma.
Non giustifichiamo sempre l'acquisto di feccia con frasi del tipo "Eh, vabbè, ma per quanto ne uso io...": non faremmo altro che provare a difendere l'indifendibile! Proprio perchè si parla di un prodotto consumato in quantità esigue, la differenza di qualche euro in più per vasetto non ci ridurrà di certo sul lastrico.
Siamo ciò che mangiamo... e probabilmente Antonio mi correggerà (giustamente!), dicendo che siamo ciò che metabolizziamo da ciò che abbiamo mangiato.

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Estremismi alimentari

Questa immagine, nella sua straripante semplicità, contiene una verità imprescindibile: sono gli estremi (e gli estremismi) a nuocere. E non dico solo alla salute, ma anche e soprattutto all'apertura mentale e al confronto. E' chiaro che, indipendentemente dall'approccio alimentare cui si è votati, esistano dei punti di contatto tra le diverse strategie nutrizionali che dovremmo sempre tenere bene a mente.
Mangiare frutta, verdura, fonti proteiche magre, garantirci la nostra porzione giornaliera di Omega 3, limitare il più possibile il consumo di zuccheri raffinati e, ovviamente, fare attività fisica: un messaggio trasversale, al di là del fatto che si sia paleo, vegetariani o amanti della dieta mediterranea.

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Due uova al giorno sono troppe?

Datemi dell'iconoclasta, ma io preferisco di gran lunga un nutrizionista "secco" (facendo parte della categoria - dei "secchi", non dei nutrizionisti - la difendo a spada tratta) che fa della buona informazione, con un linguaggio semplice comprensibile ai più; piuttosto che vedere quella scimmia semianalfabeta di Ronnie Coleman fare distensioni con manubri da 90 kg.
Tra i fattori ipocolesterolemizzanti presenti nel tuorlo non abbiamo solo la lecitina, ma anche la colina e la metionina (non citate nel video). Quando si fa riferimento al fatto che la produzione di colesterolo sia influenzata da carboidrati ed insulina, si parla sostanzialmente dell'enzima HMG-CoA reduttasi (per intenderci, quello la cui attività è inibita dalle statine). Il colesterolo alimentare affetta quello ematico solitamente per una percentuale intorno al 20%, non dimentichiamolo! I luoghi comuni sono ancora duri a morire...

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