Proprio in questi giorni vengo attirato da alcune inserzioni
sponsorizzate, qui su Facebook, fatte da un'azienda sicula di
supplementi sportivi. Considerata la mia piccola esperienza nel campo
dell'integrazione e la discreta competenza tecnica maturata, decido
allora di saperne di più su un fantomatico integratore di proteine, e mi
collego al sito.
La prima cosa che salta agli occhi è che manca il
prezzo di listino (e anche qualsivoglia prezzo scontato). Vabbè,
evidentemente il sito ha più la valenza di una vetrina che peculiarità
di e-commerce. Ma andiamo avanti...
La seconda cosa che attira la
mia attenzione è la mancanza di informazioni nutrizionali e di qualsiasi
cosa possa somigliare al profilo aminoacidico del prodotto. Pazienza,
probabilmente sono troppo pignolo io, che quando compro una proteina ho
persino la pretesa di sapere se sia un WPC al 65% o
un'isolata/idrolizzata al 90%.
Ma, udite udite, ci sono diversi link
a video che mi illustreranno i vantaggi di questo fantastico
dispensatore di materiale azotato. Ci clicco allora sopra... ed i video
sono settati come privati! Ok, arrendiamoci al fatto che non saprò mai
quanto grosso mi farà diventare il miracoloso supplemento.
La terza
cosa a non convincermi è il formato: il prodotto si presenta già
partizionato in bustine, per un totale di poco meno di 350 gr. di
miscela proteica. Solo dopo, smanettando e googlando un po', scopro che
il prodotto ha un prezzo di listino di 50 euro, a mio parere francamente
eccessivo.
Scopro che si tratta di un'isolata del siero, con una percentuale proteica del 91%.
Decido di mettere a paragone la suddetta proteina con una di
(presumibilmente) pari categoria, prodotta da una nota azienda italiana
di integratori. Anche da una sommaria occhiata al packaging del
“contender”, si vede subito che sono indicate 2 differenti percentuali
proteiche: 92 e 80%? Stregoneria? Assolutamente no! Alcune aziende
specificano la percentuale proteica “sul secco” e quella reale
(ovviamente più bassa). Alcune altre invece, furbescamente, riportano
soltanto quella sul secco, facendo così credere, al cliente finale, di
star acquistando un prodotto dalla percentuale proteica altissima. Non
dico sia questo il caso dell'azienda siciliana, ma è un dato da tenere
comunque in considerazione. E, sempre a proposito del “contender”, viene
specificata in etichetta l'uso di proteine “Isolac” che, per i
pochissimi che ancora non lo sapessero, è il massimo della qualità
quando si parla di isolate. Ora, se usi il logo e la dicitura “Isolac”,
non puoi bluffare. Se usi Isolac, riportarlo in etichetta diventa quasi
automaticamente sinonimo di proteina di alta qualità. E se io avessi una
Ferrari, non strapperei di certo via il logo del cavallino rampante!
La proteina del contender ha un prezzo al pubblico di 59 euro, un
formato di 900 gr. e verosimilmente la si può acquistare, scontata, a 40
euro o poco più. L'altra, poco più di un terzo, viene venduta allo
stesso prezzo da molte farmacie. Ci sono ancora alcuni aspetti che
voglio approfondire, e dei quali non scrivo adesso, perchè lo farei con
attitudine viziata da quanto ho notato fino ad ora.
Mi preme soltanto dire che piuttosto, che prendere i consigli di
chicchessia, quando si sceglie un prodotto, sarebbe bene rivolgersi solo
a chi è realmente ferrato in materia, per evitare simpatiche...
fregature.